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Inchiostri di Pompei

Affresco di un coppia pompeiana con uno stilo, una tavoletta di cera e un rotolo di papiro Affresco di un coppia pompeiana con uno stilo, una tavoletta di cera e un rotolo di papiro

Risalire alla composizione chimica di materiali compositi fortemente alterati nel corso dei secoli è una sfida che accomuna fisici, storici e archeologi. Gli studi diretti a chiarire la natura degli inchiostri, e in particolare di quelli utilizzati in epoca romana, sono un esempio significativo di questa sfida comune, poiché la loro composizione si può desumere solo dalle poche informazioni riportate dagli storiografi del periodo e la conferma delle ipotesi formulate dai ricercatori può giungere soltanto dall'analisi delle rare tracce rinvenute.

 

Il contributo di Elettra
Piccoli frammenti di inchiostro, ritrovati sulle pareti di un calamaio scoperto di recente a Pompei, sono stati analizzati attraverso la tecnica di microspettroscopia ATR (Attenuate Total Reflection) che sfrutta la luce di sincrotrone infrarossa di Elettra.

Grazie all'intensità e coerenza della radiazione impiegata, è stato possibile reperire le tracce di tutti i componenti della miscela.

L'analisi, spingendosi laddove le tecniche tradizionalmente usate sono poco efficaci a causa dell'esiguità e disomogeneità dei reperti, ha fornito nuovi e fondamentali dati sulla composizione dell'inchiostro.

 

Facility: Beamline SISSI